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Maternità anticipata cos’è quando spetta e come richiederla
La maternità anticipata non è soltanto un congedo facoltativo, rappresenta un diritto che permette, ad una lavoratrice dipendente in gravidanza che rispetti determinate condizioni, di astenersi dal lavoro in anticipo rispetto ai tempi previsti dal congedo obbligatorio di maternità (generalmente previsto a partire dall’8° mese di gravidanza, o comunque 2 mesi prima della data presunta del parto, fino ai 3 mesi successivi al parto), come definito dal D.Lgs. 151/01.
Tale misura è finalizzata alla tutela della salute della madre e del bambino in presenza di situazioni considerate di rischio durante la gravidanza, per le quali il solo congedo obbligatorio venga ritenuto insufficiente.
Condizioni per la richiesta
La richiesta di maternità anticipata può essere richiesta nei soli casi in cui siano presenti condizioni di salute, lavorative o ambientali associabili ad una possibile situazione di gravidanza a rischio. Tali condizioni sono.
- condizioni mediche avverse. Comprendono patologie preesistenti che potrebbero determinare un aggravamento con il proseguire di una gestazione condotta sotto eccessivo sforzo o stress, così come tutte quelle condizioni mediche che possano determinare complicazioni nella salute della donna o del feto.
- condizioni di lavoro o ambientali. Comprendono un ambiente di lavoro considerato insalubre o pericoloso, un’attività lavorativa ritenuta eccessivamente faticosa o l’esposizione a rischi considerati pregiudizievoli e per i quali un trasferimento di mansione si riveli inadeguato o irrealizzabile.
Tra le mansioni a rischio per la gravidanza, vi sono: esposizione a silicosi e asbestosi, uso di scale e impalcature, manovalanza faticosa, macchinari mossi a pedale o scuotenti, ambienti a contatto con malattie infettive, sostanze tossiche e nocive, mondatura del riso, utilizzo di veicoli in movimento. - parto prematuro. Nel caso in cui il bambino nasca prima dell’inizio del congedo di maternità obbligatorio.
A questi si aggiunge tutta una serie di casistiche, nel loro insieme assimilabili a condizioni stressanti sul lavoro o in famiglia, che possano impedire alla donna di vivere serenamente la gravidanza e per le quali il sistema previdenziale italiano offre comunque la possibilità di richiesta di maternità anticipata. Con il D.Lgs. 105/22 è stata introdotta la possibilità di richiesta di maternità anticipata anche per le lavoratrici autonome.
Iter di richiesta
L’iter cambia in base alla causa iniziale. Nel caso di condizioni mediche avverse, la donna in gravidanza si rivolge al proprio ginecologo per la valutazione delle condizioni di salute e il conseguente rilascio di un certificato medico da parte dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL). Invece, nel caso di condizioni di lavoro pregiudizievoli l’iter parte dal datore di lavoro, il quale dovrà inoltrare la domanda agli Uffici territoriali dell’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro).
Una copia del provvedimento viene inoltrata all’INPS, il quale si occuperà di verificare l’esistenza di condizioni utili all’ottenimento della maternità anticipata ed erogazione dell’indennità. Tale indennità è garantita con una paga pari all’80% della retribuzione giornaliera di stipendio. Durante il periodo di maternità anticipata, la lavoratrice mantiene il diritto a tutti i benefici e contributi sociali previsti dal proprio contratto di lavoro.


