La certificazione
Lo standard specifica principi, requisiti e linee guida per calcolare la somma delle emissioni e delle rimozioni di gas ad effetto serra (GHG) associate a tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto: dall’estrazione delle materie prime alla produzione, dalla distribuzione all’utilizzo, fino al fine vita. Il risultato è espresso in CO₂ equivalente e fornisce alle organizzazioni una base metodologica rigorosa, trasparente e verificabile da terze parti accreditate.
A chi si rivolge
- Imprese manifatturiere che operano in filiere in cui la rendicontazione ambientale di prodotto è diventata requisito esplicito da parte di clienti, distributori o grandi gruppi industriali.
- Aziende che partecipano a gare d’appalto pubbliche soggette ai Criteri Ambientali Minimi (CAM), dove la misura delle prestazioni climatiche del prodotto costituisce un elemento di valutazione.
- Organizzazioni impegnate nel percorso verso obiettivi di decarbonizzazione o aderenti a framework ESG, che necessitano di dati verificati sulle emissioni di prodotto per la rendicontazione CSRD.
- Imprenditori che intendono valorizzare la propria offerta con claim ambientali credibili e conformi alle regole europee sulla comunicazione ambientale, riducendo il rischio di greenwashing.
Perché certificarsi
Sul fronte del mercato, dal 27 settembre 2026 si applicano le regole della direttiva (UE) 2024/825, recepita in Italia con il D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30: sono vietate le asserzioni ambientali generiche non dimostrabili e quelle sull’impatto climatico di un prodotto basate sulla sola compensazione delle emissioni. In questo contesto la ISO 14067 offre una base riconosciuta e verificabile per sostenere i claim sulle emissioni di carbonio. Certificarsi significa trasformare un dato tecnico in leva commerciale: un’informazione verificata sulla CFP del prodotto rafforza la credibilità con clienti, investitori e committenti pubblici, e riduce l’esposizione alle contestazioni sul greenwashing.
Cosa cambia in azienda
- Visibilità sulle emissioni di filiera. Il calcolo della CFP identifica i “carbon hotspot” lungo il ciclo di vita del prodotto, indicando con precisione le fasi o i fornitori che generano le emissioni più rilevanti. Questa informazione è la base per qualsiasi intervento di riduzione mirato.
- Credibilità delle dichiarazioni ambientali. I dati verificati da un organismo accreditato ACCREDIA trasformano un’affermazione ambientale in un dato oggettivo, riconoscibile da clienti, enti pubblici e partner industriali.
- Accesso a mercati e filiere selettive. Un numero crescente di committenti e GDO richiede ai fornitori la rendicontazione della CFP dei prodotti come requisito di qualifica o di preferenza nella selezione.
- Coerenza con i framework di rendicontazione. La ISO 14067 è compatibile con il GHG Protocol Product Standard e con i requisiti di rendicontazione CSRD relativi alle emissioni Scope 3, facilitando l’integrazione con i sistemi di reportistica di sostenibilità.
- Presidio del rischio reputazionale. Una CFP calcolata secondo uno standard internazionale e verificata da terze parti protegge l’organizzazione da contestazioni di greenwashing, che rappresentano un rischio crescente in presenza di normative europee sempre più stringenti sulla comunicazione ambientale.

