Cos’è la certificazione
La versione attualmente in vigore è IFS Food, pubblicata nell’aprile 2023 e obbligatoria per tutti gli audit a partire dal 1° gennaio 2024. Lo standard è riconosciuto dal GFSI (Global Food Safety Initiative) e conta oggi oltre 20.000 certificati attivi a livello globale.
Gli audit IFS Food si concentrano su prodotti e processi, con una valutazione espressa in percentuale. Lo standard prevede l’obbligo di almeno un audit non annunciato nel corso di ogni triennio di certificazione. La ricertificazione avviene con cadenza annuale.
Lo standard attribuisce un peso specifico alla cultura della sicurezza alimentare come componente organizzativa, non documentale. Non è sufficiente che le procedure esistano: l’organismo certificatore verifica che i principi di sicurezza alimentare siano effettivamente condivisi a tutti i livelli aziendali, dalla direzione agli operatori di linea. Questo significa che la formazione del personale, la comunicazione interna e il feedback tra reparti rientrano a pieno titolo nell’ambito di valutazione dell’audit.
A chi si rivolge
La certificazione IFS Food si rivolge a tutte le aziende coinvolte nella produzione, trasformazione e confezionamento di alimenti. In particolare:
- Produttori di alimenti lavorati e trasformati, a prescindere dalla dimensione aziendale, che intendono accedere o consolidare la propria presenza nella grande distribuzione organizzata italiana ed europea.
- Fornitori di prodotti a marchio del distributore (private label), per i quali la certificazione IFS Food rappresenta spesso un requisito contrattuale esplicito richiesto da Carrefour, Coop, Esselunga, Edeka, Metro, Migros e dai principali retailer europei.
- Aziende di confezionamento e trasformazione, che manipolano prodotti alimentari destinati alla vendita al dettaglio o all’ingrosso.
- Imprese che intendono esportare in mercati europei dove lo standard IFS è la condizione di accesso alle reti distributive organizzate.
Perchè certificarsi
Per molti retailer europei, la certificazione IFS Food è un requisito contrattuale irrinunciabile, al pari dell’iscrizione a un albo per le libere professioni. Non disporne significa essere esclusi dalla qualifica fornitori, indipendentemente dalla qualità effettiva del prodotto.
Sul piano operativo, la certificazione riduce il numero di audit di seconda parte condotti dai clienti direttamente in azienda: poiché il certificato IFS attesta già la conformità a uno standard comune condiviso dalla GDO, molti buyer riducono o eliminano le ispezioni dedicate. Questo genera un risparmio diretto sia in termini di costi organizzativi sia di interruzioni al ciclo produttivo.
Sul piano strategico, il riconoscimento GFSI consente di utilizzare la certificazione IFS come passaporto commerciale in tutti i mercati in cui altri standard GFSI come BRC o FSSC 22000 sono accettati in modo intercambiabile.
Cosa cambia in azienda
Adottare e mantenere la certificazione IFS Food produce effetti concreti su più livelli:
- Accesso ai mercati internazionali. Lo standard è richiesto dai principali distributori europei e riconosciuto a livello globale attraverso il network GFSI. Consente di rispondere alle richieste di clienti da tutta Europa senza moltiplicare certificazioni equivalenti per mercati diversi.
- Riduzione degli audit di seconda parte. Le ispezioni dirette condotte dai buyer sui fornitori diminuiscono sensibilmente una volta ottenuta la certificazione, con un impatto positivo sulla continuità produttiva e sui costi di gestione delle visite.
- Presidio della conformità cogente. L’implementazione dello standard impone una revisione sistematica del rispetto della normativa alimentare vigente su tutti i fronti: etichettatura, igiene, autorizzazioni, tracciabilità, formazione del personale. Il sistema di gestione diventa un presidio permanente, non un adempimento episodico.
- Miglioramento dei processi interni. L’approccio basato su HACCP, analisi del rischio e gestione documentale genera efficienza operativa misurabile. Le aziende che ottengono la certificazione registrano generalmente un miglioramento nella gestione delle non conformità e nella comunicazione interna tra reparti.
- Credibilità nei confronti della supply chain. Il certificato IFS segnala a fornitori, clienti e organi di controllo un livello di organizzazione e affidabilità verificato da un ente terzo accreditato, rafforzando la posizione dell’azienda in fase di negoziazione e qualifica.
Il supporto di Effe Diligence
Il punto di partenza è sempre un’analisi dello scostamento tra la situazione attuale dell’azienda e i requisiti dello standard IFS Food. Questa fase permette di identificare con precisione le aree di intervento prioritarie, dimensionare correttamente l’impegno organizzativo e pianificare un percorso realistico verso la certificazione.
Sulla base degli esiti della gap analysis, Effe Diligence supporta la strutturazione o il consolidamento del sistema di gestione della sicurezza alimentare: dall’aggiornamento o redazione del piano HACCP alla definizione delle procedure operative, dalla gestione della tracciabilità alle politiche di difesa alimentare (food defense) e prevenzione delle frodi (food fraud), fino alla documentazione richiesta per i capitoli relativi alle responsabilità della direzione, alla gestione delle risorse e al controllo dei processi.
Il percorso prevede la conduzione di audit interni preparatori, che consentono all’azienda di verificare il livello di conformità raggiunto prima dell’audit ufficiale, identificare eventuali residui di non conformità e addestrare il personale alla gestione delle evidenze documentali. Effe Diligence assiste l’azienda anche nella fase di audit di certificazione e nella chiusura dei rilievi eventualmente rilevati dall’organismo certificatore.
Il percorso non si chiude con l’ottenimento del certificato. Effe Diligence rimane al fianco dell’azienda nel ciclo annuale di sorveglianza e nella preparazione agli audit non annunciati, garantendo che il sistema di gestione rimanga conforme e operativo nel tempo, non solo in prossimità dell’audit.



