Cos’è la certificazione
L’Italia si colloca al primo posto al mondo per numero di certificazioni accreditate secondo la norma: secondo i dati dell’ISO Survey 2024, pubblicata a ottobre 2025, le certificazioni emesse sul territorio nazionale ammontano a 2.788, con 7.576 siti certificati. Un dato che riflette una consapevolezza crescente del valore strategico della compliance anticorruzione come presidio di governance e leva reputazionale.
Lo standard adotta la High Level Structure comune alle principali norme ISO, il che ne facilita l’integrazione con sistemi di gestione già in essere, tra cui ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001.
A chi si rivolge
È uno strumento particolarmente rilevante per le organizzazioni che operano in contesti ad alto rischio corruttivo, che partecipano a gare d’appalto pubbliche o private, che hanno relazioni strutturate con la Pubblica Amministrazione, o che dispongono di un Modello Organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e intendono rafforzarne l’efficacia operativa.
Perchè certificarsi
Sul piano delle gare pubbliche, molte Pubbliche Amministrazioni stanno inserendo la conformità alla ISO 37001 come requisito di qualificazione o elemento premiante nelle valutazioni tecniche. Sul piano della governance societaria, la norma si integra con il D.Lgs. 231/2001, rafforzando i protocolli previsti dal Modello Organizzativo per la prevenzione dei reati contro la Pubblica Amministrazione ed estendendo il presidio alla corruzione passiva, quella che opera a danno dell’organizzazione stessa, che il solo Modello 231 non copre in modo adeguato. Sul piano del mercato, la certificazione consente di richiedere all’Autorità garante della concorrenza e del mercato l’attribuzione del rating di legalità, con effetti diretti sull’accesso al credito e sulla qualificazione come fornitore.
Un contesto in crescita riguarda la catena di fornitura: un numero sempre maggiore di grandi aziende private e di committenti pubblici richiede ai propri fornitori la certificazione ISO 37001 come condizione di accreditamento o di mantenimento del rapporto contrattuale. Per le organizzazioni che si trovano in questa posizione, il percorso di certificazione risponde a un’esigenza concreta e urgente, non a una scelta discrezionale.
La ISO 37001 non garantisce l’assenza di comportamenti corruttivi, ma rappresenta lo strumento riconosciuto a livello internazionale per dimostrare l’adozione di misure ragionevoli e proporzionate al rischio, con ricadute concrete sulla posizione dell’organizzazione in caso di procedimento.
Cosa cambia in azienda
Adottare e certificare un sistema di gestione conforme alla UNI ISO 37001 produce benefici lungo più dimensioni.
- Competitività e accesso al mercato. La certificazione è un elemento distintivo nelle gare d’appalto pubbliche e private e nella qualificazione dei fornitori, con effetti concreti sul posizionamento nei processi di valutazione tecnica. Per le organizzazioni inserite in filiere che richiedono standard di compliance anticorruzione, rappresenta un requisito di accesso al mercato prima ancora che un vantaggio competitivo.
- Rating di legalità. La conformità alla norma consente di richiedere all’Autorità garante della concorrenza e del mercato l’attribuzione del rating di legalità, con impatti positivi sull’accesso al credito bancario e alle agevolazioni pubbliche.
- Gestione del rischio. Il sistema identifica, valuta e mitiga i rischi di corruzione lungo tutta la catena organizzativa, incluse le relazioni con partner commerciali, fornitori e soggetti terzi, riducendo l’esposizione a conseguenze economiche e reputazionali. Il presidio include sia la corruzione attiva che quella passiva, estendendo la copertura oltre i perimetri tipici del solo Modello 231.
- Integrazione con il D.Lgs. 231/2001. La ISO 37001 rafforza i Modelli Organizzativi esistenti, estendendo la prevenzione anche ai fenomeni di corruzione passiva, spesso non adeguatamente coperti dal solo Modello 231. L’integrazione dei due strumenti evita duplicazioni documentali e produce un sistema di controllo più completo e verificabile.
- Reputazione e fiducia. La certificazione accreditata segnala in modo verificabile a clienti, investitori, stakeholder e Pubblica Amministrazione l’effettivo presidio dei rischi corruttivi, consolidando la credibilità dell’organizzazione nei contesti in cui la trasparenza è condizione di accesso e non solo di reputazione.
Il supporto di Effe Diligence
Il percorso prende avvio dall’analisi dello scarto tra il sistema di controllo interno esistente e i requisiti della norma, includendo la mappatura delle aree a rischio corruzione, la valutazione dei processi esposti e delle relazioni con soggetti terzi. Sulla base di questa analisi, Effe Diligence definisce il piano di adeguamento e accompagna l’organizzazione nella costruzione del sistema: politica anticorruzione, nomina e strutturazione della Funzione Anticorruzione, procedure operative, programmi di formazione del personale e dei partner commerciali, sistemi di monitoraggio e reporting.
Il percorso verso la certificazione si articola in fasi definite: dopo la gap analysis e l’implementazione del sistema, l’organizzazione viene preparata all’audit interno, alla selezione dell’organismo di certificazione accreditato ACCREDIA e alle due fasi dell’audit di certificazione, la verifica documentale e l’audit in loco. Ottenuta la certificazione, il sistema entra nel ciclo triennale di sorveglianza, con audit annuali di mantenimento e rinnovo alla scadenza.
Il servizio comprende anche la pianificazione e conduzione degli audit interni e il supporto al riesame della direzione, garantendo il presidio della conformità nel ciclo di sorveglianza e rinnovo della certificazione.



