Il settore tessile, del cuoio, dell’abbigliamento e delle calzature convive da tempo con una spinta al cambiamento che arriva sia dalla normativa europea sulla trasparenza chimica sia dagli strumenti volontari messi a punto dagli operatori di filiera. Con la pubblicazione della Chemical Watchlist, avvenuta nel febbraio 2026, ZDHC introduce un nuovo strumento di riferimento per identificare e monitorare le sostanze chimiche di interesse lungo la catena di fornitura.
Per le imprese del tessile, del cuoio, dell’abbigliamento e delle calzature la novità non è un nuovo obbligo, ma un passaggio chiave per anticipare le richieste di trasparenza che la normativa europea sta rendendo progressivamente cogenti.
Che cosa è ZDHC e il programma Roadmap to Zero
ZDHC è l’organizzazione internazionale che riunisce brand, produttori e fornitori di prodotti chimici attorno all’obiettivo di eliminare le sostanze pericolose dalla produzione tessile e calzaturiera. Il suo programma Roadmap to Zero definisce standard e strumenti condivisi per la gestione responsabile della chimica di processo. Lo strumento più conosciuto è la MRSL, la Manufacturing Restricted Substances List, che individua le sostanze la cui presenza è vietata nelle formulazioni chimiche utilizzate durante la lavorazione.
Che cosa introduce la ZDHC Chemical Watchlist
La Chemical Watchlist, giunta alla versione 1.0, è una lista di riferimento che raccoglie le sostanze chimiche potenzialmente critiche per la salute umana, per l’ambiente e per la circolarità dei prodotti. La versione pubblicata comprende 1.673 sostanze, selezionate a partire da un insieme di circa 7.000 sostanze candidate, di cui circa 5.000 sottoposte a valutazione da parte del gruppo di esperti tecnici di ZDHC.
L’elemento distintivo è la sua natura. La Watchlist non è la MRSL e non introduce divieti, requisiti o obblighi di conformità. Funziona come un livello di allerta preventiva, un riferimento volontario che consente agli operatori di conoscere in anticipo quali sostanze potrebbero diventare oggetto di attenzione normativa o di mercato.
Il collegamento con CSRD, ESPR e Passaporto Digitale di Prodotto
La logica della Watchlist è dichiaratamente allineata al quadro normativo europeo in evoluzione. Il riferimento adotta la definizione di sostanze di interesse, le substances of concern, contenuta nel Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, noto come ESPR, che a sua volta richiama tra i propri criteri le sostanze estremamente preoccupanti, le SVHC, definite dal Regolamento REACH. Lo strumento è pensato per supportare la rendicontazione richiesta dalla direttiva CSRD, in particolare dallo standard ESRS E2 sull’inquinamento, e per alimentare i contenuti del Passaporto Digitale di Prodotto previsto dall’ESPR.
In altri termini, la Watchlist offre alle imprese del tessile un linguaggio comune per raccogliere e comunicare le informazioni sulle sostanze presenti nei prodotti, in vista di obblighi di trasparenza destinati a diventare progressivamente vincolanti.
A chi si rivolge e come viene aggiornata
La Watchlist si rivolge a tutti gli attori della filiera: i formulatori di prodotti chimici, i fornitori, i brand e i distributori, oltre ai soggetti che definiscono le politiche di settore. L’obiettivo è favorire una lettura condivisa del rischio chimico, dalla produzione fino alla vendita del prodotto finito.
ZDHC ha previsto un processo di aggiornamento trasparente, così da mantenere la lista coerente con l’evoluzione delle conoscenze scientifiche e del quadro normativo. La Watchlist è destinata a integrarsi progressivamente negli strumenti del programma Roadmap to Zero, per una gestione strutturata della rendicontazione e del monitoraggio delle prestazioni.
Perché conviene anticipare la trasparenza chimica
Anche in assenza di un obbligo immediato, la Chemical Watchlist rappresenta un’occasione per le imprese del tessile di prepararsi per tempo a un contesto in cui la trasparenza sulle sostanze chimiche diventerà un requisito di accesso alle filiere e ai mercati. Mappare le sostanze presenti nei propri processi e prodotti, dialogare con i fornitori e strutturare i dati fin da ora significa ridurre i costi di adeguamento quando gli obblighi europei saranno pienamente operativi.
Affianchiamo le imprese della filiera tessile nella gestione ambientale della chimica di processo, nell’analisi della catena di fornitura e nella costruzione dei percorsi di rendicontazione di sostenibilità, per trasformare la trasparenza chimica in un elemento di solidità competitiva e di posizionamento sui mercati internazionali.


