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RELAZIONE D’IMPATTO 2024

Crescere insieme per un futuro sostenibile

Il 2024 segna per Effe Diligence il quarto anno come Società Benefit, un percorso che unisce crescita economica, responsabilità sociale e tutela ambientale. In questa Relazione raccontiamo i risultati raggiunti, i progetti avviati e gli obiettivi futuri.

PEC obbligatoria per gli amministratori di società dal 2025
PEC obbligatoria per gli amministratori di società dal 2025

data

19/03/2025
CATEGORIA
Sicurezza

Data

19/03/2025

Categoria

La Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha introdotto, a partire dal 1° gennaio 2025, l’obbligo per tutti gli amministratori di società di dotarsi di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) personale. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), con la Nota n. 43836 del 12 marzo 2025, ha chiarito i dettagli di questa disposizione, che si applica anche alle società costituite prima del 1° gennaio 2025. Per tali soggetti, il termine ultimo per adempiere all’obbligo è fissato al 30 giugno 2025.

La Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha introdotto, a partire dal 1° gennaio 2025, l’obbligo per tutti gli amministratori di società di dotarsi di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) personale.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), con la Nota n. 43836 del 12 marzo 2025, ha chiarito i dettagli di questa disposizione, che si applica anche alle società costituite prima del 1° gennaio 2025. Per tali soggetti, il termine ultimo per adempiere all’obbligo è fissato al 30 giugno 2025.

Come cambierà la gestione delle imprese con la Posta Elettronica Certificata (PEC)?

La Posta Elettronica Certificata (PEC) è diventata uno strumento essenziale per garantire la validità legale delle comunicazioni elettroniche in ambito amministrativo e giuridico. L’obbligo di PEC personale per gli amministratori societari è stato introdotto con l’obiettivo di:

  • Promuovere la digitalizzazione delle comunicazioni ufficiali, riducendo l’uso della carta e velocizzando i processi burocratici;
  • Facilitare le interazioni con la Pubblica Amministrazione e tra privati, assicurando canali di comunicazione più efficienti e sicuri;
  • Garantire trasparenza e tracciabilità nelle attività degli amministratori, rendendo più agevole la verifica delle responsabilità e delle decisioni prese.​

Questa normativa rientra in un quadro più ampio di iniziative volte a incentivare l’uso di strumenti digitali per semplificare e rendere più sicure le procedure aziendali. L’adozione della PEC non solo ottimizza i processi interni, ma contribuisce anche a rafforzare la fiducia di clienti, partner e istituzioni nell’affidabilità e nella gestione delle imprese.

Chi è obbligato ad avere una PEC personale?

L’obbligo di PEC personale interessa tutti coloro che, all’interno di una società, esercitano funzioni di gestione e organizzazione aziendale. Tra questi, rientrano non solo gli amministratori ordinari, ma anche i liquidatori, siano essi nominati dai soci nell’ambito di una liquidazione volontaria o designati dal tribunale nel contesto di una procedura giudiziale. In concreto, le categorie societarie coinvolte includono:

  • Società di capitali e di persone, ad eccezione delle società semplici (salvo il caso in cui operino nel settore agricolo);
  • Consorzi e società consortili;
  • Reti di imprese con personalità giuridica che svolgono attività commerciali nei confronti di terzi.

L’indirizzo PEC deve essere esclusivamente personale e non può essere lo stesso della società. Questo requisito assicura una netta separazione tra le comunicazioni aziendali e quelle individuali, rafforzando la trasparenza e la tracciabilità delle responsabilità.

Come si deve comportare l’azienda in presenza di più amministratori?

In presenza di più amministratori di imprese societarie tutti sono tenuti ad avere una propria PEC personale e a comunicarla al Registro delle Imprese.

Quali sono le sanzioni per chi non comunica la PEC?

Il mancato rispetto dell’obbligo di comunicazione della PEC amministratori al Registro Imprese comporta conseguenze rilevanti. Se l’amministratore non provvede alla registrazione entro i termini previsti, il Registro delle Imprese può sospendere la domanda di iscrizione o di rinnovo della posizione amministrativa. In caso di mancata regolarizzazione entro 30 giorni, la richiesta viene rigettata, con il rischio di conseguenze sulla continuità della carica ricoperta.

È quindi fondamentale che tutte le società e i rispettivi amministratori si adeguino tempestivamente a questa nuova disposizione per garantire la regolarità delle comunicazioni ufficiali ed evitare possibili sanzioni.

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