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Crescere insieme per un futuro sostenibile

Il 2024 segna per Effe Diligence il quarto anno come Società Benefit, un percorso che unisce crescita economica, responsabilità sociale e tutela ambientale. In questa Relazione raccontiamo i risultati raggiunti, i progetti avviati e gli obiettivi futuri.

Shelf life: cos’è, perché è importante e cosa cambia per la tua azienda
Shelf life: cos’è, perché è importante e cosa cambia per la tua azienda

data

21/05/2026
CATEGORIA
Igiene alimenti | Sostenibilità

Data

21/05/2026

Categoria

Il termine shelf life indica il periodo di tempo durante il quale un prodotto alimentare mantiene le proprie caratteristiche qualitative, sensoriali e microbiologiche entro limiti accettabili, purché conservato nelle condizioni indicate dal produttore.

Che cos’è la shelf life

Il termine shelf life indica il periodo di tempo durante il quale un prodotto alimentare mantiene le proprie caratteristiche qualitative, sensoriali e microbiologiche entro limiti accettabili, purché conservato nelle condizioni indicate dal produttore.

La shelf life è uno strumento tecnico e normativo che, se correttamente determinata, garantisce la sicurezza del consumatore e la conformità del prodotto lungo tutta la filiera.

 

Quadro normativo di riferimento

La normativa europea sulla shelf life si articola su più livelli, che si integrano tra loro e definiscono obblighi precisi per gli operatori del settore.

 

Il Regolamento (UE) 1169/2011 sull’etichettatura

Il regolamento sulle informazioni alimentari ai consumatori stabilisce l’obbligo di indicare in etichetta la data di scadenza per i prodotti microbiologicamente deperibili oppure il termine minimo di conservazione (TMC) per gli altri prodotti. La scelta tra le due indicazioni non è discrezionale: dipende dalla natura del prodotto e dal tipo di rischio associato al suo deterioramento.

 

Il Regolamento (CE) 852/2004 e il principio di autocontrollo

Il regolamento sull’igiene dei prodotti alimentari attribuisce all’OSA la responsabilità primaria della sicurezza degli alimenti immessi sul mercato. Questo principio si estende in modo diretto alla shelf life: l’operatore non può limitarsi a dichiarare una durata, ma deve essere in grado di dimostrare, con evidenze documentali, su quali basi tecnico-scientifiche quella durata è stata determinata.

 

Il Regolamento (UE) 2024/2895: la novità del 2026

Dal 1° luglio 2026 entrerà in applicazione il Regolamento (UE) 2024/2895, che modifica i criteri microbiologici relativi a Listeria monocytogenes negli alimenti pronti al consumo (RTE). La novità centrale riguarda l’obbligo, per gli OSA, di dimostrare attraverso studi validati, che il prodotto non consente la crescita di Listeria monocytogenes per l’intera durata commerciale dichiarata. Questa disposizione rafforza gli obblighi documentali a carico degli operatori, aumentando le aspettative in termini di documentazione tecnica e rigore metodologico.

 

I fattori che determinano la durata di conservazione

La shelf life non è una proprietà immutabile del prodotto: è il risultato dell’interazione tra variabili intrinseche all’alimento e condizioni esterne lungo tutta la filiera. Comprendere quali leve agiscono sulla durata è il presupposto per gestirla in modo consapevole.

Queste leve si possono ricondurre a quattro fattori principali, che agiscono in modo cumulativo lungo l’intero ciclo di vita del prodotto:

  • La formulazione del prodotto, con particolare riferimento a ingredienti conservanti, contenuto di sale, pH e attività dell’acqua, costituisce il primo fattore strutturale.
  • Il processo produttivo e le condizioni igieniche durante la lavorazione determinano la carica microbica iniziale, che condiziona l’intera evoluzione del prodotto nel tempo.
  • Il packaging agisce come barriera fisica contro ossigeno, umidità, luce e contaminazione microbica: soluzioni come l’atmosfera modificata (MAP) o i packaging attivi possono estendere significativamente la shelf life.
  • Le condizioni di conservazione e distribuzione completano il quadro: qualsiasi interruzione della catena del freddo può compromettere irreversibilmente la sicurezza del prodotto.

 

TMC e data di scadenza: qual è la differenza

Una delle principali fonti di fraintendimento, sia per il consumatore sia talvolta per l’operatore, riguarda la differenza tra termine minimo di conservazione (TMC) e data di scadenza: due indicazioni distinte, che rispondono a logiche diverse.

Il termine minimo di conservazione, introdotto dalla formula “da consumarsi preferibilmente entro”, indica la data fino alla quale il prodotto mantiene le proprie caratteristiche qualitative (sapore, consistenza, aroma, colore). Oltre tale data il prodotto può aver perso parte delle sue qualità organolettiche, ma non è necessariamente pericoloso. Si applica ai prodotti microbiologicamente stabili come pasta, riso, conserve, biscotti e olio.

La data di scadenza, introdotta dalla formula “da consumarsi entro”, indica invece il limite oltre il quale il prodotto non è più sicuro dal punto di vista microbiologico e non deve essere consumato, neppure se appare integro. Si applica ai prodotti rapidamente deperibili come latticini freschi, carni, pesce e piatti pronti refrigerati.

La scelta tra le due diciture non è commerciale, ma tecnica e normativa: spetta all’OSA e deve essere coerente con la natura del prodotto e con i risultati degli studi di shelf life.

 

Determinare la shelf life di un prodotto alimentare è un processo complesso, che richiede competenze trasversali e specializzate.

Effe Diligence affianca le aziende alimentari nella corretta impostazione degli studi di shelf life, indicando quali analisi di laboratorio effettuare, come interpretarne i risultati e come costruire la documentazione tecnica necessaria a dimostrare la conformità alle normative vigenti in materia di sicurezza alimentare.

 

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