La certificazione
In uno scenario in cui clienti, catene distributive e pubblica amministrazione chiedono garanzie sempre più verificabili sull’origine delle materie prime, la provenienza del legno e della carta diventa una variabile strutturale per la competitività. Il sistema FSC risponde con due certificazioni distinte e complementari:
- la certificazione di gestione forestale (FM), rivolta a proprietari e gestori di boschi, che in Italia si basa sullo Standard di Gestione Forestale FSC per l’Italia FSC-STD-ITA-02-2024
- la certificazione di catena di custodia (CoC), rivolta alle imprese che acquistano, trasformano o commercializzano prodotti di origine forestale, che si basa sullo standard FSC-STD-40-004 V3-1 Chain of Custody Certification
La catena di custodia garantisce la tracciabilità del materiale certificato in ogni passaggio della filiera, dalla foresta al prodotto finito. Solo le organizzazioni con un certificato di catena di custodia valido possono vendere prodotti con dichiarazione FSC e apporre sui prodotti le etichette FSC 100%, FSC Misto e FSC Riciclato.
In Italia, a dicembre 2025, i certificati di filiera FSC attivi erano 3.902, in crescita del 4,5% rispetto all’anno precedente secondo i dati del database pubblico FSC elaborati da FSC Italia.
A chi si rivolge
- segherie e imprese della prima trasformazione del legno, produttori di pannelli e semilavorati
- cartiere, cartotecniche e produttori di imballaggi in carta e cartone
- tipografie, aziende di stampa e case editrici
- aziende del legno arredo, produttori di serramenti, pavimenti e prodotti per l’edilizia in legno
- distributori e commercianti che rivendono prodotti con dichiarazione FSC
- imprese che partecipano a gare pubbliche in cui i Criteri Ambientali Minimi valorizzano la provenienza responsabile del legno
La certificazione di gestione forestale si rivolge invece a proprietari e gestori forestali, pubblici e privati, anche in forma di gruppo.
Perché certificarsi
Negli appalti pubblici i Criteri Ambientali Minimi per gli arredi per interni, adottati con il DM 23 giugno 2022 (GU n. 184 dell’8 agosto 2022), indicano le certificazioni FSC o PEFC tra i mezzi di prova della provenienza del legno da foreste gestite in modo sostenibile. Anche altri CAM, come quelli per la carta e per l’arredo urbano, considerano la catena di custodia FSC come criterio di base o premiante.
Il marchio è inoltre un segnale riconosciuto dal mercato: nel 2025 la notorietà di FSC tra i consumatori italiani ha raggiunto il 67%, a fronte di una media europea del 58%.
Cosa cambia in azienda
- Accesso a mercati e filiere. La certificazione supporta la qualifica come fornitore presso clienti che richiedono materiale certificato.
- Uso delle etichette FSC. I prodotti possono riportare l’etichetta FSC 100%, FSC Misto o FSC Riciclato, in base alla composizione del materiale.
- Gare pubbliche. Il certificato costituisce un mezzo di prova per i CAM che valorizzano la provenienza responsabile del legno.
- Tracciabilità dei materiali. Acquisti, stoccaggio, lavorazione e vendita del materiale certificato sono governati da procedure e registrazioni definite.
- Controllo dei fornitori. L’impresa verifica in modo sistematico la validità dei certificati e delle dichiarazioni dei propri fornitori.
- Integrazione ESG. Il sistema produce evidenze strutturate sull’approvvigionamento responsabile, utili alla rendicontazione di sostenibilità.
Il supporto di Effe Diligence
Il servizio parte dall’analisi dei flussi di materiale e dei fornitori, prosegue con la scelta del sistema di controllo FSC più adatto ai prodotti dell’azienda, a trasferimento, a percentuale o a crediti, e accompagna l’organizzazione fino all’audit dell’ente di certificazione e nel mantenimento del certificato nel tempo. Per le imprese già certificate ISO 9001 o ISO 14001, Effe Diligence integra la catena di custodia nel sistema di gestione esistente.

