Ispezione scaffalature, il PRSES e il tecnico esperto almeno ogni dodici mesi
Ispezione scaffalature, il PRSES e il tecnico esperto almeno ogni dodici mesi

data

07/10/2026

CATEGORIA

Sicurezza
La UNI EN 15635:2009 prevede ispezioni periodiche delle scaffalature di magazzino affidate al PRSES e, almeno una volta ogni dodici mesi, l'affiancamento di un tecnico esperto, come riportano le guide INAIL del 2024 e del 2026.
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In uno scenario in cui l’intensificazione dei flussi logistici e la densità di stoccaggio rendono il magazzino una variabile strutturale per la continuità operativa dell’impresa, la manutenzione delle scaffalature diventa un tema di organizzazione e di documentazione per il datore di lavoro. La guida tecnica INAIL dedicata alle scaffalature porta pallet, elaborata con ANIMA e pubblicata nel marzo 2024, ricostruisce il quadro applicabile e ne definisce le modalità operative, mentre gli approfondimenti tematici pubblicati da INAIL nel 2026 sciolgono i dubbi emersi sul campo.

Che cosa chiede la UNI EN 15635 e a chi si applica

La UNI EN 15635:2009 è la norma tecnica dedicata all’utilizzo e alla manutenzione dei sistemi di stoccaggio statici in acciaio. Prevede ispezioni periodiche affidate al PRSES, la persona responsabile della sicurezza delle attrezzature di stoccaggio, a intervalli stabiliti in base all’intensità operativa, allo stato di conservazione e all’estensione della scaffalatura, e prevede che almeno una volta ogni dodici mesi un tecnico esperto affianchi il PRSES in un’ispezione periodica pianificata. I dodici mesi sono quindi la frequenza minima dell’ispezione con il tecnico esperto, non l’intervallo massimo fra due ispezioni qualsiasi, che nei magazzini più utilizzati è spesso più breve.

La norma non è cogente, e INAIL lo scrive in modo esplicito. INAIL la considera però la norma di riferimento per la gestione della sicurezza delle scaffalature in magazzino, e a nostro giudizio applicarla è il modo più solido per documentare i controlli. La guida INAIL riguarda in particolare le scaffalature porta pallet statiche utilizzate con carrelli a guida manuale, mentre i magazzini automatici seguono la disciplina europea sulle macchine. L’estensione della scaffalatura è uno dei fattori da cui dipende la frequenza delle ispezioni del PRSES.

Attorno a questa norma ruota una famiglia di documenti tecnici che presidiano fasi diverse della vita della scaffalatura, dalla progettazione strutturale alle tolleranze di montaggio, dalle specifiche di fornitura alla progettazione in zona sismica. Sul versante italiano la UNI 11636:2023 disciplina la validazione delle attrezzature di immagazzinamento e definisce l’esperto validatore, dalla cui definizione INAIL ricava i requisiti del tecnico esperto previsto dalla UNI EN 15635.

Controlli periodici e verifiche periodiche non sono la stessa cosa

Per le scaffalature porta pallet non esiste un riferimento legislativo esplicito, ma trova comunque applicazione il D.Lgs. 81/2008. Se le scaffalature sono trattate come attrezzature di lavoro, valgono gli obblighi dell’articolo 71 del decreto, che impone di installarle e utilizzarle in conformità alle istruzioni d’uso, di sottoporle a idonea manutenzione e di tenere aggiornato il registro di controllo dove previsto. Per le attrezzature esposte a influssi che ne provocano il deterioramento il decreto richiede interventi di controllo periodici, con frequenze stabilite in base alle indicazioni fornite dai fabbricanti ovvero dalle norme di buona tecnica, e interventi di controllo straordinari ogni volta che intervengano eventi eccezionali. I controlli devono essere eseguiti da persona competente e i risultati messi per iscritto e conservati almeno per gli ultimi tre anni.

Il decreto non fissa quindi la frequenza dei controlli e non nomina la UNI EN 15635. Per le scaffalature INAIL rinvia anzitutto alle istruzioni del fornitore contenute nel manuale e indica la UNI EN 15635 come riferimento tecnico. Nella pratica il manuale del fornitore e la norma vanno letti insieme per fissare per iscritto la cadenza dei controlli.

Va chiarito un equivoco frequente. Le scaffalature non rientrano tra le attrezzature elencate nell’Allegato VII e non sono quindi soggette alle verifiche periodiche affidate a soggetti pubblici o privati abilitati, quelle previste per esempio per gli apparecchi di sollevamento. Ricadono nei controlli gestiti direttamente dal datore di lavoro tramite persona competente e documentati nel registro dei controlli. Nessun ente esterno rilascia un verbale obbligatorio, il che non alleggerisce l’adempimento ma lo sposta interamente sull’organizzazione interna.

Le quattro ispezioni previste in magazzino

La guida INAIL distingue quattro momenti di controllo, ciascuno con un proprio destinatario e una propria cadenza.

  • ispezione a fine montaggio, effettuata al termine dei lavori dalla squadra di installazione insieme all’ispettore incaricato dal datore di lavoro;
  • ispezione d’uso, affidata all’operatore di magazzino, che consiste nell’ispezione visiva della zona interessata dalla manovra prima di ogni attività;
  • ispezione periodica, svolta dal PRSES con la cadenza fissata per iscritto e, almeno una volta ogni dodici mesi, con l’affiancamento di un tecnico esperto che riesamina anche i rapporti delle ispezioni precedenti;
  • ispezione straordinaria, eseguita subito dal PRSES quando la scaffalatura subisce un danno o presenta un difetto, e prima di riprendere l’utilizzo dopo un evento sismico.

Dopo una riconfigurazione della scaffalatura è il PRSES a verificarne l’esito e ad autorizzare nuovamente l’utilizzo. Il tecnico esperto è la persona che per formazione, esperienza e istruzione ha le conoscenze necessarie per eseguire efficacemente il compito, e secondo INAIL i suoi requisiti si desumono dalla definizione di esperto validatore della UNI 11636. La norma non ne esplicita i requisiti e le fonti INAIL non indicano un’abilitazione specifica. Secondo INAIL il tecnico esperto deve saper redigere per il PRSES un resoconto scritto con osservazioni e proposte di intervento.

Il presidio organizzativo affidato al PRSES

La UNI EN 15635 individua nel PRSES il presidio organizzativo del sistema, con la responsabilità di mantenere il funzionamento in sicurezza delle scaffalature. I suoi compiti comprendono la pianificazione e la registrazione delle ispezioni, la programmazione della manutenzione secondo le indicazioni del fornitore, l’annotazione delle anomalie nel registro dei controlli, la valutazione della gravità dei danni e la richiesta di intervento, la vigilanza sul corretto impiego delle strutture e l’autorizzazione all’utilizzo dopo ogni riconfigurazione.

La nomina del PRSES non è obbligatoria per legge, ma lo diventa quando il datore di lavoro sceglie di applicare la UNI EN 15635. INAIL indica che la nomina spetta al datore di lavoro e va ufficializzata e comunicata a tutto il personale di magazzino, e che serve almeno un PRSES per ogni sito produttivo e per ogni turno di lavoro. Formalizzarla chiarisce a chi si risale quando occorre stabilire chi doveva rilevare il danno, chi doveva sospendere il carico e chi ha autorizzato la ripresa dell’esercizio.

Come si legge l’esito dell’ispezione, tra verde, giallo e rosso

Al termine dell’ispezione ogni danno rilevato viene classificato in uno dei tre livelli di rischio. È questo l’esito concreto del controllo, perché ogni elemento della scaffalatura risulta collocato in un livello e ogni livello dice se si può continuare a caricare e come occorre intervenire.

Il livello verde consente alla scaffalatura di restare in servizio, con il danno registrato e monitorato in ogni ispezione d’uso successiva e riclassificato come giallo se si aggrava. Il livello giallo consente di utilizzare l’elemento danneggiato fino a quando non viene scaricato, dopo di che l’elemento non deve essere più caricato fino al completo ripristino, che va pianificato e svolto in tempi brevi. Il livello rosso impone lo scarico immediato, l’interdizione all’uso di quella porzione di struttura con indicazioni visibili a chiunque e il ripristino completo prima di qualsiasi nuovo carico.

Le riparazioni non si eseguono con saldature, urti o deformazioni degli elementi. Il fornitore propone l’intervento di ripristino e, se l’intervento è accettato, l’utilizzatore esige un documento di corretto ripristino firmato dal fornitore, mentre la rimessa in servizio è autorizzata dal PRSES.

Registro dei controlli, cartello di portata e protezioni passive

La tracciabilità documentale è parte integrante dell’adempimento. Le ispezioni di fine montaggio, quelle periodiche, quelle straordinarie e gli interventi di manutenzione vanno registrati sul registro dei controlli, chiamato anche libretto della scaffalatura, che riporta l’identificazione della struttura, i riferimenti del fabbricante e del fornitore, luogo e data, l’identificazione di chi esegue ispezione e manutenzione, i controlli effettuati con i relativi esiti e la descrizione degli interventi. Secondo la guida INAIL il registro dovrebbe essere conservato in magazzino insieme al manuale ed essere a disposizione per la consultazione.

La scaffalatura deve inoltre essere dotata del cartello di portata, sempre esposto, corretto e aggiornato, con i pittogrammi di obbligo, divieto e attenzione e con lo schema grafico delle quote dei primi due livelli di carico e delle portate nominali ammesse. Le protezioni passive, alte almeno 30 centimetri, vanno fissate esclusivamente a terra tramite tasselli in testata, nelle corsie di circolazione sotto la scaffalatura e agli incroci delle corsie dove i mezzi cambiano direzione, per limitare il rischio di deformazione e di collasso della struttura in caso di urto.

Le sanzioni previste per il datore di lavoro

La violazione dei principali obblighi sulle attrezzature di lavoro è una contravvenzione penale. Il D.Lgs. 81/2008 punisce il datore di lavoro e il dirigente con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda che, secondo la tabella dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, va da 3.561,44 a 9.117,29 euro, e la stessa pena copre la mancata esecuzione dei controlli periodici, la mancata manutenzione e la mancata tenuta del registro di controllo per le attrezzature per cui è previsto. La mancata registrazione scritta dei risultati dei controlli e la loro mancata conservazione per tre anni sono invece punite con una sanzione amministrativa pecuniaria.

Gli importi comprendono le rivalutazioni periodiche disposte per le sanzioni in materia di salute e sicurezza, l’ultima delle quali pari al 15,9 per cento, e la maggiorazione del 10 per cento introdotta dalla legge 145/2018, che raddoppia se nei tre anni precedenti il datore di lavoro è stato sanzionato per gli stessi illeciti. Secondo l’Ispettorato Nazionale del Lavoro la rivalutazione del 15,9 per cento si applica alle violazioni commesse a partire dal 6 ottobre 2023.

Come arrivare preparati all’ispezione periodica

Il percorso di adeguamento è lineare e si costruisce su pochi passaggi ordinati.

  • censire le scaffalature presenti in azienda e recuperare per ciascuna manuale d’istruzioni, disegno di montaggio e dichiarazione di corretto montaggio dell’installatore;
  • se si applica la UNI EN 15635, ufficializzare la nomina del PRSES, almeno uno per sito e per turno, e definirne compiti, autonomia e modalità di segnalazione alla direzione;
  • fissare per iscritto la frequenza delle ispezioni periodiche del PRSES, tenendo conto del manuale del fornitore, dell’intensità d’uso, dello stato di conservazione e dell’estensione della scaffalatura;
  • programmare almeno ogni dodici mesi l’ispezione con il tecnico esperto;
  • attivare o aggiornare il registro dei controlli, verificando che contenga tutte le informazioni minime previste;
  • verificare presenza, correttezza e aggiornamento dei cartelli di portata e l’idoneità delle protezioni passive;
  • formare gli operatori sull’ispezione visiva prima di ogni attività, sulla segnalazione dei danni e sulla corretta movimentazione dei carichi.

Programmare per tempo l’ispezione delle scaffalature significa proteggere la continuità del magazzino, ridurre i fermi non pianificati e disporre di una documentazione ordinata in caso di controllo o di sinistro. L’adempimento si integra con la valutazione dei rischi e con i sistemi di gestione che molte imprese già presidiano, diventando una leva di affidabilità verso clienti e partner della filiera. Affianchiamo le imprese nel censimento delle attrezzature di immagazzinaggio, nella costruzione del registro dei controlli e nella programmazione delle ispezioni periodiche previste dalla UNI EN 15635.

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