Per quasi trent’anni il ciclo di Mobius, le tre frecce che si inseguono formando un triangolo, ha avuto due significati sulle etichette dei prodotti. Da solo diceva che il prodotto o l’imballaggio è riciclabile, mentre con una percentuale all’interno o accanto diceva invece quanto materiale riciclato contiene. La distinzione era scritta nella norma, ma sul mercato ha generato confusione e la stessa ISO lo riconosce nella nuova edizione. La terza edizione della norma internazionale sulle asserzioni ambientali auto-dichiarate interviene proprio su questo punto, in un momento in cui le regole europee contro il greenwashing espongono a contestazioni i messaggi ambientali rivolti ai consumatori che si prestano a letture sbagliate.
La nuova edizione della ISO 14021 e il recepimento UNI
La ISO 14021:2026, intitolata Environmental statements and programmes for products, Self-declared environmental claims, è stata pubblicata il 24 giugno 2026 e sostituisce la ISO 14021:2016 con il suo emendamento del 2021. Il CEN l’ha adottata come norma europea e in Italia è in vigore come UNI EN ISO 14021:2026 dal 24 settembre 2026, nel testo inglese. L’edizione precedente, la UNI EN ISO 14021:2021, risulta ancora in vigore nel catalogo UNI, mentre la norma europea EN ISO 14021:2016 e il suo emendamento A1:2021 sono stati ritirati con sostituzione l’8 luglio 2026.
La premessa della nuova edizione elenca le modifiche principali, e fra queste compare esplicitamente la revisione delle indicazioni sull’uso del ciclo di Mobius, motivata con la necessità di risolvere la confusione presente sul mercato. Fra le altre novità elencate ci sono:
- la struttura, riorganizzata per corrispondere a quella della ISO 14020:2022;
- l’obbligo di inquadrare le asserzioni in un programma documentato;
- requisiti rafforzati sulla documentazione da conservare per dimostrare la validità dell’asserzione;
- nuovi requisiti sulla comunicazione degli effetti dell’attribuzione di caratteristiche quando incide sull’affidabilità dell’asserzione;
- il ruolo della catena di custodia nella valutazione di asserzioni come il contenuto riciclato;
- l’aggiornamento delle asserzioni specifiche del capitolo 8 con l’aggiunta di nuove categorie;
- l’indicazione delle dichiarazioni ambientali non adatte all’autodichiarazione, con l’elenco delle altre norme da usare in quei casi.
Che cosa prevedeva l’edizione 2021
Nella UNI EN ISO 14021:2021 il ciclo di Mobius era l’unico simbolo ammesso per due asserzioni diverse. Il punto 5.10.2.4 ne riservava l’uso alle asserzioni di contenuto riciclato e di riciclabilità, e il significato dipendeva dalla presenza di un numero. Il Mobius senza valore percentuale andava considerato un’asserzione di riciclabilità (punto 7.7.3.3). Il Mobius accompagnato dalla percentuale, espressa come numero intero all’interno del simbolo o immediatamente accanto, andava considerato un’asserzione di contenuto riciclato (punto 7.8.3.2), e la norma illustrava in una figura le posizioni ammesse del valore.
Che cosa stabilisce la ISO 14021:2026
La nuova edizione separa i due usi. Per la riciclabilità il simbolo resta il Mobius, con un requisito. Il punto 8.17.4.2 stabilisce che, se per un’asserzione di riciclabilità si usa un simbolo, questo deve essere il ciclo di Mobius, descritto come tre frecce ritorte che si inseguono formando un triangolo, e il punto 8.17.4.3 richiede che il disegno rispetti i requisiti grafici della ISO 7000-1135 ogni volta che il simbolo è usato per un’asserzione. Se può esserci confusione sul fatto che il simbolo si riferisca al prodotto o al suo imballaggio, un testo esplicativo deve stare direttamente accanto al simbolo e dire a quale dei due si applica (punto 8.17.4.4).
Per il contenuto riciclato la norma cambia strada. Il punto 8.5.5.2 dice che il ciclo di Mobius non dovrebbe essere usato per indicare il contenuto riciclato, e una nota spiega che nelle edizioni precedenti il simbolo indicava entrambe le cose ed è risultato fonte di confusione. Un simbolo o una grafica per il contenuto riciclato restano possibili (punto 8.5.5.1), ma devono mostrare la percentuale (punto 8.5.5.3), che se variabile può essere espressa come almeno X % o maggiore di X % (punto 8.5.5.4), e possono essere affiancati dall’identificazione del materiale (punto 8.5.5.5). Quando parole e numeri accompagnano un simbolo, devono essere leggibili, collocati vicino e presentati in modo che si capisca che vanno letti insieme (punto 7.4.5), e il simbolo non può essere modificato per legarlo a un marchio o a un’azienda (punto 7.4.6).
In sintesi, la norma assegna al Mobius un solo significato, cioè che il prodotto o l’imballaggio è riciclabile, e raccomanda di non usarlo per il contenuto riciclato. La percentuale di materiale riciclato si comunica quindi, secondo la norma, con un testo o con una grafica diversa dalle tre frecce, sempre con la percentuale indicata.
Raccomandazione o obbligo, la differenza che conta
Nel linguaggio delle norme ISO il verbo usato ha un peso preciso. Per la riciclabilità la norma usa shall, cioè un requisito, mentre per il contenuto riciclato usa should not, cioè una raccomandazione. In termini formali, quindi, un Mobius con la percentuale non viola il punto 8.5.5.2, ma resta soggetto al punto 7.6.1.1, che impone un testo esplicativo quando l’asserzione da sola è incompleta o rischia di essere fraintesa, e la stessa norma, nella nota al punto 8.5.5.2, riconosce che il doppio uso del simbolo è risultato fonte di confusione. Nella pratica la conseguenza è un’altra. Se il simbolo è quello della riciclabilità, è ragionevole attendersi che chi lo vede su un prodotto lo legga come asserzione di riciclabilità, e quell’asserzione va dimostrata secondo il punto 8.17.3.3, che richiede evidenze sulla disponibilità dei sistemi di raccolta per una quota ragionevole degli acquirenti nell’area di vendita, sulla capacità degli impianti di trattare il materiale e sul tasso di riciclo effettivo, da ricavare dalle informazioni delle autorità competenti. Un prodotto che contiene il 90 % di materiale riciclato ma che a fine vita finisce nell’indifferenziato non può sostenere la prova sulla raccolta né quella sul tasso di riciclo effettivo.
Per questo chi dichiara contenuto riciclato e usa il Mobius comunica in modo contrario alla raccomandazione della norma e si espone a contestazioni sul mercato. La norma riguarda le asserzioni auto-dichiarate e non dice come trattare le verifiche di terza parte rilasciate sull’edizione 2021; i tempi e le modalità del passaggio alla ISO 14021:2026 vanno chiesti all’organismo che ha rilasciato la verifica, da cui conviene farsi indicare la data entro cui adeguare asserzioni e grafica. La grafica è uno dei punti su cui conviene intervenire prima che venga richiesto.
Il peso delle regole europee sul greenwashing
Il cambio di significato del simbolo arriva mentre entra in applicazione la Direttiva (UE) 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde, le cui disposizioni gli Stati membri applicano dal 27 settembre 2026. La direttiva definisce asserzione ambientale qualsiasi messaggio o rappresentazione non obbligatoria per legge, in qualsiasi forma, compresi testi e rappresentazioni figurative, grafiche o simboliche, fatta nell’ambito di una comunicazione commerciale, che asserisce o implica che un prodotto ha un impatto positivo o nullo sull’ambiente, è meno dannoso di altri o ha migliorato il proprio impatto nel tempo. Un simbolo che il pubblico associa al riciclo, usato in una comunicazione commerciale rivolta ai consumatori, può rientrare in questa definizione. La direttiva inserisce inoltre espressamente la riciclabilità fra le caratteristiche principali del prodotto su cui un’asserzione falsa o fuorviante può costituire pratica ingannevole, nel nuovo testo dell’articolo 6 della direttiva 2005/29/CE, e un Mobius su un prodotto che non è riciclabile nell’area di vendita può rientrare in questa fattispecie. La direttiva si applica alle pratiche commerciali tra imprese e consumatori, mentre i cataloghi e le schede tecniche destinati solo ad altre imprese restano fuori dal suo campo di applicazione.
Il quadro si completa con il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi, che si applica dal 12 agosto 2026 e introduce per fasi i requisiti di riciclabilità e di etichettatura degli imballaggi. L’etichetta armonizzata sulla composizione dei materiali, pensata per la raccolta differenziata, diventa obbligatoria dal 12 agosto 2028, o 24 mesi dopo l’entrata in vigore degli atti di esecuzione della Commissione se posteriori, con l’esclusione degli imballaggi per il trasporto e di quelli soggetti a deposito cauzionale e con tre anni per smaltire le scorte già prodotte. L’etichetta sulla percentuale di contenuto riciclato resta una scelta dell’impresa, ma dal 12 agosto 2028 deve seguire le specifiche dell’atto di esecuzione e la metodologia di calcolo prevista dal regolamento. Il regolamento vieta inoltre di esporre etichette, marchi, simboli o iscrizioni che possano indurre in errore o confondere i consumatori sulle opzioni di gestione dei rifiuti di imballaggio per le quali prevede un’etichettatura armonizzata. Per chi mette sul mercato imballaggi, la grafica sul contenuto riciclato, se usata, andrà allineata alle specifiche armonizzate degli atti di esecuzione della Commissione, e un simbolo che suggerisce una riciclabilità non dimostrata è un rischio su più fronti.
Cosa cambia in pratica per chi comunica materiale riciclato
Il primo passo è un censimento. Il Mobius con la percentuale può comparire sull’etichetta, sul packaging, nelle schede tecniche in PDF, nel catalogo, nelle pagine prodotto del sito e nelle presentazioni commerciali, spesso con grafiche diverse tra un canale e l’altro. Ogni occorrenza va registrata, perché è buona pratica che la stessa asserzione sia coerente ovunque compaia.
Il secondo passo è la sostituzione. Il contenuto riciclato si comunica con un testo che porta la percentuale e, quando altrimenti il messaggio sarebbe incompleto o equivoco, dice a quale componente si riferisce, per esempio al solo supporto o al solo contenitore, oppure con una grafica che non sia il ciclo di Mobius e che riporti comunque la percentuale accanto. Quando la percentuale varia da lotto a lotto, può essere espressa come almeno X % o maggiore di X %. . L’asserzione va poi rivalutata quando cambiano in modo significativo tecnologia, prodotti concorrenti, fornitori o altre circostanze che ne alterano l’accuratezza, e comunque entro cinque anni dall’ultima valutazione (punto 6.5.1.5).
Il terzo passo riguarda il Mobius in sé. Va usato come asserzione di riciclabilità, e quindi per i prodotti e gli imballaggi che vengono davvero raccolti e riciclati nell’area in cui si vendono, con le evidenze sui sistemi di raccolta, sugli impianti e sul tasso di riciclo che la norma chiede di includere nelle informazioni di supporto, e con il testo esplicativo accanto al simbolo quando non è chiaro se si riferisce al prodotto o alla confezione. Dove la raccolta non è comodamente disponibile per una quota ragionevole degli acquirenti, la norma ammette solo un’asserzione qualificata che dica in modo adeguato la limitata disponibilità della raccolta, e vieta formule generiche come riciclabile dove esistono impianti. Dove il materiale non viene di fatto raccolto e riciclato, il simbolo va tolto, anche se l’imballaggio è di cartone o di plastica riciclabile in astratto.
Infine, la nuova edizione chiede che ogni asserzione sia accompagnata da informazioni di supporto accessibili nel momento in cui il cliente decide l’acquisto, per esempio con un indirizzo web o un riquadro nella scheda tecnica.
Un’occasione per riordinare le asserzioni ambientali
Il simbolo che cambia significato è il dettaglio più visibile di una revisione che chiede alle imprese di trattare le asserzioni ambientali come un sistema, con un programma documentato, evidenze conservate e informazioni di supporto accessibili a chi acquista. Per chi produce o distribuisce beni con contenuto riciclato il passaggio alla ISO 14021:2026 è l’occasione per rileggere tutto ciò che viene comunicato sul prodotto, dal catalogo al sito, e per allineare grafica, testi e documentazione prima che a chiederlo sia un cliente, un organismo di verifica o un’autorità.
Affianchiamo le imprese nella costruzione e nell’aggiornamento dei sistemi di gestione delle asserzioni ambientali, nella preparazione delle evidenze per la verifica di terza parte e nella revisione dei materiali di comunicazione secondo le regole della ISO 14021 e della normativa europea sul greenwashing.
