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Maggio, 2021

Piano Transizione 4.0: una boccata d’aria fresca per le imprese.

Il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 è il primo mattone su cui si fonda il Recovery Fund italiano, con decorrenza biennale.

L’investimento consiste nella messa a disposizione di un importo pari a 24 miliardi di euro per una misura che diventa strutturale e che vede il potenziamento di tutte le aliquote di detrazione, oltre ad una notevole diminuzione dei tempi di fruizione.

Il Piano ha da una parte l’obiettivo di stimolare gli investimenti e dall’altra quello di dare stabilità e certezze alle imprese.

Il presidente del consiglio Mario Draghi

BENI MATERIALI E IMMATERIALI

E’ prevista una maggiorazione dei tetti e delle aliquote:

  • Incremento dal 6 al 10% per tutti del credito beni strumentali materiali (ex super) per il solo anno 2021;
  • Incremento dal 6% al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per implementazione del lavoro agile;

Estensione del credito ai beni immateriali non 4.0 con il 10% per investimenti effettuati nel 2021 e al 6% per investimenti effettuati nel 2022.

BENI MATERIALI 4.0

E’ prevista una maggiorazione dei tetti e delle aliquote:

  • Per spese inferiori a 2,5 milioni di Euro: nuova aliquota al 50% nel 2021 e 40% nel 2022;
  • Per spese superiori a 2,5 milioni di Euro e fino a 10 mln: nuova aliquota al 30% nel 2021 e 20% nel 2022;
  • Per spese superiori a 10 milioni di Euro e fino a 20 milioni è stato introdotto un nuovo tetto: aliquota al 10% nel 2021 e nel 2022.

BENI IMMATERIALI 4.0

E’ prevista una maggiorazione dei tetti e delle aliquote:

  • Incremento dal 15% al 20%;
  • Massimale da 700 mila Euro a 1 milione di Euro.

RICERCA E SVILUPPO, INNOVAZIONE, DESIGN E GREEN

La misura si pone l’obiettivo di stimolare la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione tecnologica per sostenere la competitività delle imprese e per favorirne i processi di transizione digitale e nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale.

E’ prevista una maggiorazione dei tetti e delle aliquote:

  • R&S: incremento dal 12% al 20% e massimale da 3 milioni a 4 milioni di Euro;
  • Innovazione tecnologica: incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni;
  • Innovazione green e digitale: incremento dal 10% al 15% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni;
  • Design e ideazione estetica: incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni.

    “Un piano shock, molto forte, che vuole dare alle imprese che vogliono digitalizzarsi e innovare prodotti e processi uno strumento che gli consente di farlo anche in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo.”

    Il piano si rivolge a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

    Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale. Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

    La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

    MAGGIORI VANTAGGI FISCALI NELL’ANNO

    • Per gli investimenti in beni strumentali “ex super” e in beni immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5 milioni di euro, il credito d’imposta è fruibile in un anno;
    • È ammessa la compensazione immediata (dall’anno in corso) del credito relativo agli investimenti in beni strumentali;
    • Per tutti i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni in luogo dei 5 anni previsti a legislazione vigente.

    CESSIONE CREDITI D’IMPOSTA

    Saranno cedibili fino al 31 dicembre 2022 i crediti d’imposta per la Transizione 4.0. I soggetti beneficiari potranno quindi optare, al posto della compensazione, per la cessione, anche parziale, ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e intermediari finanziari.

    Lo prevede un emendamento riformulato a partire da due proposte, una M5S a prima firma Mario Turco e l’altra Lega a prima firma Alberto Bagnai, approvato al Dl sostegni dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato.