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Settembre, 2021

Green pass obbligatorio anche per i lavoratori privati

Da ottobre il green pass diventerà obbligatorio per tutti i lavoratori di aziende private e per i dipendenti pubblici.

Per coloro i quali non abbiano ancora ricevuto il vaccino o che abbiano evitato intenzionalmente la somministrazione nasce quindi l’obbligo di effettuare un tampone con successivo esito negativo per ottenere un green pass temporaneo della durata di 48 ore, di fondamentale importanza per accedere al luogo di lavoro.

I sindacati stanno spingendo per test gratis nei confronti della suddetta categoria di soggetti, ma la risposta sembra essere negativa.

GREEN PASS E PRIVACY

La certificazione verde contiene informazioni particolari relative al suo intestatario, per cui nasce l’esigenza di calibrare le attività di verifica attraverso l’adozione di misure di sicurezza idonee a garantire la tutela della riservatezza dell’interessato.

Infatti, i soggetti deputati alla verifica del QR Code devono essere incaricati con atto formale, all’interno del quale verranno esplicate le necessarie istruzioni sull’esercizio delle attività di verifica.

La suddetta pratica ha lo scopo di nominare l’autorizzato al trattamento previsto dal combinato disposto di cui art. 2 quaterdecies del Codice Privacy e art. 29 del REG. UE 679/2016.

La nomina dell’autorizzato si pone, in tale logica, come misura organizzativa di cui all’art. 32 del Regolamento ed implica che il soggetto autorizzato o designato segua nel dettaglio le istruzioni impartite, come per esempio il rispetto della riservatezza dell’interessato e la protezione del green pass da soggetti esterni non autorizzati.

Le istruzioni devono poi contenere le modalità di verifica del documento identificativo collegato al possessore del Green Pass. Infatti, secondo il comma 4 dell’art. 13 del decreto sancisce, infatti, che a richiesta dei verificatori, l’intestatario della certificazione dimostra la propria identità mediante l’esibizione del documento d’identità.

Le operazioni di trattamento legate alla verifica del Green Pass dovranno, poi, essere contenute nel Registro dei trattamenti (art. 30 del REG UE 679/2016). Dovrà essere cura dell’esercente tenuto alla verifica integrare il registro con il trattamento relativo alla verifica del Green Pass.

Una delle prescrizioni essenziali da rispettare è quella che impedisce la conservazione della documentazione Green Pass. Infatti, l’unico soggetto deputato alla conservazione è il Ministro della Salute in qualità di titolare del trattamento.

Diventa quindi di fondamentale importanza per ogni azienda avere un Manuale Operativo Privacy aggiornato.